Appunti e materiali per un lavoro culturale.

Cristiada (Messico 1926, quando il governo mise al bando la fede)

Continua il ciclo di film dal titolo “Sottomessi alla verità”, promosso dal Portico del Vasaio con il contributo della Fondazione Carim.

Il secondo appuntamento del ciclo – in collaborazione con la Fondazione Lepanto – si terrà di mercoledì 13 marzo alle ore 21 presso il Cinema Tiberio, costo del biglietto 5 euro, con la proiezione di “Cristiada”, con Andy Garcia e Eva Longoria, diretto da Dean Wright (autore degli effetti speciali in pellicole come“Titanic”, “Al di là dei sogni”, gli ultimi due episodi de “Il Signore degli Anelli” ed i primi due di “Le Cronache di Narnia”).

Il film narra la storia semisconosciuta dei cristeros che, al grido di “Evviva Cristo Re!”, combatterono in Messico testimoniando col martirio la loro fedeltà al Vangelo.

Siamo nel 1926, quando il Messico si presenta teatro di una feroce persecuzione anticristiana. Dal despota Venustiano Carrenza (1917) a Plutarco Elias Calles (1924-1928), promulgatore e acceso sostenitore di una “nuova rivoluzione culturale globalizzata”, i vari governi cercano a tutti i costi di estirpare dalla società i princìpi del cattolicesimo.

La persecuzione inizia con leggi che discriminano i cristiani impedendone la professione pubblica della fede, fino ad arrivare all’uccisione di sacerdoti e alla violazione e profanazione sistematica di chiese e luoghi di culto.

La rivolta, come il film, inizia nel 1926 e si conclude, anche se non definitivamente (strascichi della storia ancora gravano sul Messico moderno), nel 1929, con l’accordo tra Governo e Santa Sede, che volle evitare ulteriori spargimenti di sangue.

Molti dei cristeros sono stati canonizzati e beatificati da Giovanni Paolo II il 21 maggio del 2000.

“I cristeros sono importanti per il Messico e per tutto il nostro continente. Sono persone che si sono offerte per quello che credevano e grazie a loro, oggi, c’è libertà di religione in Messico” (Pablo José Barroso, produttore di Cristiada). A questo proposito, l’aspetto culturamente più interessante del film sta proprio nella sottolineatura della coincidenza tra la libertà della Chiesa, la libertà religiosa per ogni fede e la libertà per tutti. Ad averne la percezione più netta (con un giudizio che si costruisce man mano nel corso degli eventi) è proprio l’ateo Generale Gorostieta, comandante in capo della rivolta, che da posizioni di indifferentismo arriverà ad una sorta di conversione prima di essere ucciso.

LA TRAMA DEL FILM

Il film basandosi su fatti reali della guerra cristera, inizia con i divieti del presidente Plutarco Calles. Una petizione di un milione di firme presentata per protesta è rigettata dal governo: partono quindi una serie di intimidazioni, con fucilazioni di sacerdoti, messe interrotte dall’esercito e un crescendo di violenza che porta molta gente semplice dei paesi a prendere le armi. I cattolici si dividono: alcuni si uniscono ai cristeros, altri no, molti servono la causa con l’appoggio logistico. Inizia anche un boicottaggio economico popolare evitando qualsiasi consumo.

Il film racconta una guerra di tre anni attraverso le storie di alcuni dei suoi protagonisti storici. Come Anacleto González Flores, avvocato e difensore dei diritti civili dei cattolici, torturato e ucciso dagli uomini di Calles, beatificato nel 2005 (impersonificato da Eduardo Verastegui); Enrique Gorostieta Velarde (rappresentato da Andy Garcia), uomo d’armi non credente a cui venne chiesto di mettere la sua esperienza a servizio della causa dei cristeros, divenendone presto il formidabile leader militare; José Sanchez Del Rio, arruolatosi poco più che bambino, catturato dai federali, seviziato e fucilato all’età di 15 anni per aver rifiutato di gridare «morte a Cristo Re!». Anche lui beatificato nel 2005.

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