Appunti e materiali per un lavoro culturale.

L’Annuncio a Maria dei ragazzi di GS su Icaro TV canale 211 martedì 28 maggio alle 21.20

Rimini. “L’annuncio a Maria” per la Siria (da Tracce online Lettere 02.05.2019)

Un gruppo di ragazzi di Gioventù Studentesca si trova a leggere l’opera di Paul Claudel. Nascono domande e discussioni. Un lavoro che li ha portati a metterlo in scena il 26 aprile, raccogliendo fondi per il progetto “Ospedali aperti” di Avsi.

Quel che solo apparentemente può sembrare un limite (giovani non attori), dischiude la via a ciò che arriva diritto al cuore: un’umanità trafitta dallo struggente desiderio del Tutto. Ha dell’incredibile che un manipolo di teenager, oggi, nell’epoca dove prevalgono confusione, incertezza e smarrimento, scommetta sulla propria amicizia per portare su un palcoscenico, in pubblico, in un teatro del centro storico di Rimini, con disarmante semplicità, senza velleità pseudoartistiche, quella domanda di amore totale e gratuito che scoprono nelle parole di un’opera drammaturgica di cento anni fa.

Il tutto è nato durante l’estate quando un gruppo di ragazzi decide di leggere L’annuncio a Maria di Paul Claudel . Lo fanno insieme ad amici adulti e invece di leggere il testo ognuno sul proprio smartphone e sul proprio divano, decidono di leggerlo insieme, a voce alta, scena per scena, ora sul terrazzo di uno, ora nella cantina di un altro. Quelle letture, fondamentalmente brevi, sono immancabilmente seguite da lunghissime discussioni e accesi dibattiti, oppure da lunghi silenzi. Come quando ci si trova all’improvviso di fronte a qualcosa di troppo grande e profondo, inaspettato e al contempo sempre desiderato, qualcosa di così eccezionale che non si può non restare muti, per farlo entrare e custodire.

Perché L’annuncio a Maria parla proprio delle cose ultime, che riguardano tutti, amore e odio, gratuità e invidia, vita e morte. E suscita in questi ragazzi domande radicali: «Quando rischiare è ragionevole e quando è follia? È possibile abbandonare la misura dell’amore calcolato di Giacomo e accogliere una misura più grande come quella di Violaine? O forse la giustizia umana è l’unica possibile? L’amore implica per forza il desiderio di possesso o si può amare rispettando la libertà dell’altro?».

Nasce, così, il desiderio di coinvolgere altri con questo testo tanto denso e sconvolgente, e di realizzare una prima lettura drammatizzata alla vacanza estiva di Gioventù Studentesca a settembre. La messa in scena è preceduta da numerose prove in compagnia di Daniele, un amico coinvolto con il mondo del teatro e della recitazione, che aiuta i ragazzi ad approfondire il carattere del proprio personaggio, le parole che utilizza… I dialoghi letti e riletti, sforzandosi di dare l’intonazione giusta alle battute, si fanno sempre più familiari e allo stesso tempo continuamente nuovi. Il testo continua a scavare nel cuore di ognuno toccando corde diverse. Infatti, c’è chi si sente sempre più affine a un personaggio, chi proprio non riesce a comprenderne un altro, chi si ritrova sempre più libero dalla propria timidezza e dalle proprie paure, chi ogni volta si stupisce di una battuta che non si ricordava e continuamente si commuove di fronte a ciò che pare tanto grande quanto incomprensibile.

Alla fine della vacanza, le cose non sono più le stesse per i giovani attori. Federica, una delle protagoniste dice: «Per me aver rappresentato L’annuncio a Maria è stato un richiamo potente. Ora desidero una cosa grandissima, anche se ancora non so definire, desidero tanto, chiedo anche per me l’amore con cui Pietro ha amato Violaine. Insomma, anch’io voglio un amore che abbia la forma che un Altro ha deciso per me». Fino al punto di mettere in discussione la relazione con il proprio ragazzo.

È in forza di questa esperienza fatta che Anna, dopo qualche mese, propone di offrire questa ricchezza a un pubblico il più largo possibile e di farne un’occasione di carità. Da qui l’incontro con Maria una operatrice di Avsi e l’idea di mettere il loro lavoro a servizio di un bisogno urgente, che è quello del progetto “Ospedali Aperti” in Siria. Nasce così l’idea della rappresentazione del 26 aprile e di un trailer che in poco tempo fa il giro dei social, per il quale si coinvolgono altri amici, riflettendo ulteriormente sulle immagini da affiancare a ogni personaggio, in base alle sue caratteristiche, le musiche, le scene.

L’impegno e la partecipazione attiva si intensificano, allargando la cerchia dei protagonisti e vedendo tanti altri giovani (i più piccoli che guardano i più grandi) impegnarsi “dietro le quinte”, presentandosi agli incontri anche solo per assistere alle prove, spendendosi fino all’ultimo per dare una mano anche se non sarebbero saliti sul palco. Sarà forse, questa grande energia vitale, voglia di offrirsi e di mettersi in gioco ad aver creato sul palco qualcosa di tanto vero da aver colpito profondamente gli spettatori della platea gremita, con un inaspettato successo documentato anche dalla raccolta fondi fatta per Avsi.

Ma nel “backstage” si dipanano altre storie ed esperienze. Come quella di Elena, che qualche settimana prima si accorge che la data della rappresentazione avrebbe coinciso con uno stage di danza a cui lei tiene molto. Amareggiata per la sovrapposizione, dice agli amici con tono mesto: «Non vi preoccupate. È ovvio che verrò a fare L’annuncio a Maria». A sorpresa però si sente rispondere da Anna, la professoressa che segue l’esperienza di GS: «No Elena, non devi venire a fare L’annuncio a Maria. Hai davanti a te un’occasione bellissima per scoprire cosa significa giudicare veramente e mettere in campo il tuo cuore. Non perdere questa occasione, goditela, è tutta per te». E lei il 26 aprile è lì sul palco con i suoi amici, liberata dal senso del dovere decide di fare la cosa che le sembra più vera, «perché qui sono libera e sono voluta bene».

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