Gli studenti della provincia di Rimini incontrano Silvia Avallone e Matteo Severgnini il 19 marzo al Palasport Flaminio di Rimini.
Una celebre riflessione di Italo Calvino, tratta dalle Città Invisibili, ha ispirato il titolo dell’incontro, organizzato dal Portico del Vasaio in collaborazione con la Consulta Studentesca Provinciale, che 1.200 studenti terranno con Silvia Avallone e Matteo Severgnini.
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Rimini e sostenuta da: Fondazione Gemmani, Vulcan, 3sei5 Rimini, MODE Eco Mood Hotel.
Il tema che si andrà ad approfondire è proprio la ricerca, all’interno del male quotidiano e del male nel mondo, di “ciò che non è inferno”.
“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.
Italo Calvino, Le Città invisibili

Silvia Avallone, in Cuore nero, racconta un percorso di ritorno alla vita dopo un fatto inenarrabile e riesce a descrivere tutti i risvolti del male, alcuni dei quali tanti di noi oggi vivono, senza tuttavia mai indugiare nel torbido o nel buio – finemente descritto -, ma riuscendo ad andare ancora più a fondo fino a non escludere, come invece spesso accade, quel germoglio di bene e di positività che nessun male può obliare totalmente. È così che Emilia, protagonista di Cuore Nero, percorre un suo cammino, di stupenda umanità, malgrado quello che le è successo.
Matteo Severgnini, già preside della Luigi Giussani High School in Uganda, fondata da madri guarite dall’AIDS che, pur poverissime, hanno desiderato per i loro figli una scuola ancor prima che ospedali, ora è rettore dell’istituto Regina Mundi di Milano ed è presidente di Gioventù Studentesca. Severgnini, con alcuni studenti di scuola superiore provenienti da più parti d’Italia, ha promosso una mostra dal titolo “Profezie per la pace”. Già presentata al Meeting 2025, sarà disponibile per gli studenti di Rimini le mattine dal 21 al 24 aprile, presso l’ex cinema Astoria.
Il Portico del Vasaio, dunque, con la collaborazione della Consulta Provinciale Studentesca, propone un momento di riflessione sulla guerra che ci circonda. Si intende quella conflittualità atroce e pervasiva che ha reso le nostre relazioni complicate e troppo spesso distruttive, come la cronaca ci riporta e come possono attestare tanti docenti a stretto contatto con i più giovani. Questa condizione esistenziale si è ulteriormente aggravata oggi, per i venti di guerra che spirano su questo crinale della storia.
Abbiamo così accolto, come pertinenti al nostro percorso, iniziato già nel 2023, le intuizioni di Silvia Avallone e Matteo Severgnini, le quali, in forme del tutto diverse, hanno messo in campo un approccio davvero originale e interessante: non l’indagine del puro male ma la ricerca di punti di luce dentro questo male. Vi sono? Quali sono? Possono vincere? C’è speranza?
La mostra “Profezie della pace” ha rintracciato numerose testimonianze di pace reale in territori di guerra. Cuore nero attesta che una strada c’è. Sempre. Senza indugio, pur nella sofferenza di un cammino tortuoso.
I ragazzi si confronteranno con le parole di Silvia e Matteo, dopo aver lavorato sul libro, sulle slide della mostra e su altro materiale riguardante al tema. Durante l’incontro, dopo i primi interventi dei relatori, si aprirà la parte più importante, ovvero quella delle domande degli studenti. Il mese successivo, dal 21 al 24 aprile mattina, numerose classi potranno visitare la mostra Profezie per la pace, guidata da loro compagni che stanno lavorando fin da ora sul tema.
L’incontro e la mostra sono in continuità con le due precedente proposte che Il Portico del Vasaio ha fatto alle scuole della provincia con “Una giustizia che ricrea”, relatori Fiammetta Borsellino e don Claudio Burgio, e “Quando la vita ricomincia”, con Davide, Adriano, Tangarà e don Luca Montini.
Si configura dunque un percorso nel tempo, intendendo da parte nostra contribuire alla scoperta di chi e che cosa non è inferno nell’inferno.
In questa pagina, appena possibile, pubblicheremo il video dell’incontro ed eventuale ulteriore materiale di approfondimento.
Per approfondire
Silvia Avallone, Cuore Nero – Rai Cultura
Silvia Avallone spiega il suo libro
Silvia Avallone: “Dobbiamo perdonare il fatto che non tutto si aggiusta”
Un grande romanzo: “Cuore Nero” (Rizzoli). Una trama forte, i personaggi che sono cambiamenti e non definizioni. Il male, la disperazione, la solitudine, la relazione, “la complessità di male irreparabile e di ricostruzione del bene. Emilia è figlia, fidanzata, ragazza talentuosa, non solo ex detenuta”. Parla l’autrice Silvia Avallone. Che ci porta dentro a una storia dove l’abisso non è l’ultima parola. Perché nel libro c’è una parola che pulsa, libera sempre: perdono.
Silvano Petrosino: “L’unica cosa che si può perdonare è l’imperdonabile”
Parlare di perdono rischia di essere un tema assai scivoloso. Che potrebbe trascinare a una sfilata di luoghi comuni e, quando va bene, buone intenzioni. Come succede quando si parla di pace. “Perdonare l’imperdonabile” è la vera sfida per l’umano davanti alle vicende della vita molto serie. Per il resto è sufficiente parlare di scuse.
La speranza tra le macerie – Intervista di Mario Calabresi al Cardinale Pizzaballa
“Alla fine gli chiedo se di fronte a questo panorama di macerie fisiche, di macerie morali, di ferite, di morti, di sangue, si possa cogliere qualche segno di speranza.
«Ne vedo tanti a Gaza e anche qui tra israeliani e palestinesi. Li vedo nella nostra comunità di Gaza, li vedo nei medici e negli infermieri che, anche a rischio della vita e senza strumenti e medicinali continuano inventarsi tutto il possibile per fare qualcosa. Li vedo in tante madri israeliane ma anche nei ragazzi che escono per strada per dire basta, con coraggio e anche sfidando l’incomprensione. Ho incontrato ragazzi diciottenni che sono finiti in carcere perché si sono rifiutati di andare a sparare. Questo mi fa dire che, nonostante tutto, c’è ancora tanta umanità che alla fine ci salverà. Saranno loro a salvarci».”
“Profezie per la pace”: così i giovani di Gs tengono viva la speranza
Una mostra ad Assisi presenterà storie di dialogo tenuto vivo in Paesi segnati dal conflitto: le riflessioni del responsabile di Gioventù Studentesca
Madri per la pace – Meeting Rimini
In una Terrasanta lacerata dalla più lunga e devastante guerra della sua storia recente, ci sono madri che non hanno gli occhi accecati dalla vendetta e riescono a trasformare il dolore della perdita di un figlio nel conflitto, in un cammino di riconciliazione. In nome del futuro delle giovani generazioni israeliane e palestinesi. Una testimonianza virtuosa che indica come sia decisivo nella mediazione del conflitto israeliano e palestinese il ruolo delle madri e delle donne.
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